La Sfida della Semplicità

12 Ago, 2025

 

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C’è una complessità che non possiamo evitare. È quella che nasce dal mondo in cui viviamo, caratterizzato da dinamiche non lineari, imprevedibili, interconnesse, difficili da decifrare. Nelle aziende se ne parla da decenni. Ma siamo sicuri che quella che chiamiamo “complessità” non sia anche il risultato di inutili complicazioni che creiamo noi, ogni giorno, con migliaia di piccoli gesti?

Un’email in più invece di una telefonata. Una riunione che poteva essere una conversazione. L’abuso della copia conoscenza. Cinque slide, diventano trenta. Aggiungiamo. Moltiplichiamo. Questa non è complessità. È complicazione. Eppure, ogni momento ci offre la sfida della semplicità: togliere il superfluo per far emergere l’essenziale. Ma, nonostante sia un valore dichiarato da molte aziende, oggi la semplicità è rivoluzionaria perché viviamo in un sistema che ci spinge a sommare anziché sottrarre.

Perché aggiungiamo invece che togliere?

Innanzitutto, per fare meno fatica. La semplicità è un modo di pensare e di agire a cui non siamo abituati. Richiede presenza, lucidità nella selezione, consapevolezza del contesto, discernimento di scopi, interlocutori, azioni. Richiede focus mentale e connessione con se stessi, il contesto e gli altri. Noi, invece, seguiamo l’inerzia dell’“abbiamo fatto sempre così”, confondiamo l’accuratezza con la ridondanza, amiamo più parlare che stare in silenzio, pensiamo di combattere l’incertezza aggiungendo.

E poi coltiviamo l’illusione di poter controllare tutto, non togliamo per mancanza di fiducia. Così prolifera la mala gerarchia, che aumenta la distanza tra i problemi e le decisioni, e rallenta l’organizzazione. E quindi corriamo e continuiamo a dire che non abbiamo tempo. Invece, per coltivare la semplicità abbiamo bisogno di fermarci a pensare, di parlarci e di ascoltarci per capirci ed eliminare il superfluo. La semplicità va allenata. Non è che ci manchi il tempo.

E’ che rispondiamo al bisogno di velocità con la fretta, e in questo modo creiamo un gran rumore. Ma la semplicità è anche il coraggio di fare scelte, piccole e grandi, anziché aggiungere “perché poi non si sa mai”. Sì, preferiamo aggiungere anche per metterci al riparo dai giudizi negativi degli altri.

Articolo di Marina Capizzi