Il cambiamento non si implementa: si metabolizza

14 Lug, 2026

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Nel change management classico, il cambiamento viene spesso descritto come un processo guidato da uno stato attuale a uno stato futuro desiderato, riducendo le resistenze e aumentando l’adozione di nuovi comportamenti, processi, tecnologie o modelli organizzativi. Sulla carta, si mappa il punto di partenza e il punto di arrivo: as is / to be.  C’è una decisione intenzionale, c’è un piano.

Le organizzazioni, però, non sono i grafici e i processi descritti dalle slide. Sono corpi vivi. Hanno memoria, abitudini, automatismi, paure, stanchezze. E non cambiano solo perché un cambiamento è stato deciso e progettato. Cambiano quando ciò che è stato introdotto viene metabolizzato e trova senso nella vita reale.

In biologia, metabolizzare non significa assorbire ma trasformare ciò che arriva dall’esterno in energia, struttura, riparazione o scarto. Un organismo non incorpora tutto. Scompone, riconosce, converte, distribuisce, usa, immagazzina, elimina. Il metabolismo è trasformazione selettiva. Se qualcosa entra troppo in fretta, nella forma sbagliata, o senza le condizioni per essere trasformato, può diventare tossico. Oppure viene espulso. Oppure resta lì, non integrato…

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